Indicatori basati sulla capacità

Gli indicatori proposti sono:

 

  • Indicatore N-1: descrive la capacità del sistema gas di soddisfare la domanda di picco giornaliera con probabilità di accadimento 1 su 20 anni in caso di interruzione della principale infrastruttura di importazione. L’indicatore N-1 fornisce una misura relativa principalmente alla sicurezza degli approvvigionamenti. Valori maggiori o uguali a 100% dell’indice evidenziano la capacità del sistema di far fronte alla interruzione del principale canale di approvvigionamento senza ricorrere a tagli della domanda, pur in situazioni climatiche critiche. L’indicatore figura tra quelli proposti da ENTSOG nella metodologia.
  • Indice di diversificazione delle rotte di approvvigionamento (Import Route Diversification Index o IRDI): l’indicatore è costruito sulla logica dell’indice di Herfindahl – Hirschman e misura il grado di concentrazione delle fonti e delle capacità di import. Secondo ENTSOG non esistono soglie definite, anche se valori compresi nell’intervallo 0 – 3.300 sono indicativi di una buona diversificazione delle fonti. L’indicatore fornisce informazioni sia in merito alla sicurezza degli approvvigionamenti sia al grado di competitività di un mercato gas. L’indicatore figura tra quelli proposti da ENTSOG nella metodologia ed è stato utilizzato nella valutazione del piano decennale europeo.
  • Indice di capacità bidirezionale (Bidirectional Project Index o BPI): l’indicatore misura l’incidenza della capacità di contro flusso sulla capacità complessiva di flusso prevalente. Se maggiore di 0% sta a indicare la presenza di capacità bidirezionale. È primariamente un indicatore di integrazione tra mercati. L’indicatore figura tra quelli proposti da ENTSOG nella metodologia anche se non è stato utilizzato nella valutazione del piano decennale europeo. In questo documento l'indicatore è stato applicato considerando l'insieme dei punti di ingresso e di uscita del sistema di trasporto.
  • Indice di dipendenza dalle importazioni (Import Dependence Index o IDI): misura il grado di copertura della domanda giornaliera a carico degli stoccaggi e della produzione nazionale. L’indicatore IDI caratterizza sia la sicurezza degli approvvigionamenti sia il grado di competitività di un mercato gas; quanto più il suo valore tende a 0 tanto maggiore è l’indipendenza dagli import. Un valore pari a 100 indica la totale dipendenza dagli import. L’indicatore figurava tra quelli proposti da ENTSOG nel TYNDP pubblicato nel luglio 2013, ma non è presente nella nuova metodologia né è stato riproposto nei TYNDP successivi.
  • Indice di flessibilità residua (Remaining Flexibility o RF): valuta la capacità non impegnata nel giorno di massima domanda. Maggiore è la capacità residua, maggiore è anche la flessibilità a favore degli utenti della rete che possono modificare i programmi dei flussi di gas. L’indicatore assume valori tra 0%, in situazioni di mancanza di flessibilità e potenziali interruzioni delle forniture al mercato, e 100%, livello che assicurerebbe capacità per coprire fino al doppio della domanda. L’indice fornisce una valutazione principalmente in merito alla integrazione dei mercati e alla sicurezza degli approvvigionamenti.Valori sotto al 5% sono considerati come indicativi di situazioni critiche. L’indicatore utilizzato in questa sede considera tutti i flussi in ingresso, e tutta la capacità di approvvigionamento, mentre l’indicatore definito da ENTSOG considerava i flussi in ingresso attraverso i gasdotti e le relative capacità, presso ogni punto di interconnessione.

 

La valorizzazione degli indicatori, che tiene conto dei soli progetti la cui realizzazione è prevista ricadere nel decennio di riferimento, è stata effettuata considerando tre diverse configurazioni. La prima è quella inerziale, che si basa sull’ipotesi che nel periodo investigato nessun investimento di rete relativo al trasporto sia realizzato, per consentire un più agevole confronto con i benefici prodotti dal piano decennale di sviluppo. La seconda comprende i progetti con decisione finale d’investimento approvata (FID), ovvero il progetto relativo ai flussi bidirezionali transfrontalieri. Infine, l’ultima condizione considera anche i progetti senza decisione di investimento approvata (FID + non FID) che ricadono nell’orizzonte di piano e quindi l’interconnessione con la Slovenia e il potenziamento per nuove importazioni da Sud.

Sono riportati nel paragrafo seguente i risultati circa le valorizzazioni degli indicatori. Tutte le assunzioni alla base dei calcoli e ulteriori dettagli circa la metodologia di analisi dei costi e dei benefici sono descritti nell’Allegato 3.